RIFLESSIONI

A ciascun museo le sue comunità

di Paola Rampoldi

Qual è il ruolo dei musei nel 21esimo secolo? 

Una domanda che ricorre continuamente e che è all’ordine del giorno di conferenze, dibattiti, seminari, riflessioni e confronti. Un quesito che interpella senza dubbio il mondo dei professionisti museali, ma che riguarda l’intera società. Perché il museo è un sistema complesso e in costante mutamento che coinvolge il sistema politico, economico, sociale e culturale di una città o di un intero paese.

Se pensiamo al museo contemporaneo come uno strumento di cambiamento sociale positivo (R. Sandell), la sua percezione è sempre più quella di un forum – in contrapposizione all’immagine classica del tempio -, dove le persone hanno la possibilità di incontrarsi, di partecipare in prima persona, di contribuire alla creazione di nuovi contenuti, e di esercitare una forma di azione sociale. In questo contesto, il dialogo e il lavoro collaborativo tra musei e comunità assumono un ruolo chiave. Parole come inclusione, coinvolgimento, partecipazione, co-curatela, co-produzione fanno parte da tempo del vocabolario di molte istituzioni museali, e a seconda dei contesti e dell’utilizzo assumono valenze differenti.

La sezione ‘Comunità’ che abbiamo da poco introdotto nel sito intende porre l’attenzione su queste diverse accezioni, ampliare la riflessione su musei e inclusione sociale e concentrarsi su alcune questioni fondamentali:

Quali sono le comunità di un museo? Quali necessità e quali sfide rappresentano?
> Questioni come potere e controllo in che modo riguardano le comunità e influenzano il messaggio che i musei comunicano? 
> Quali impatti?

Boogie on the Boulevard. The Bronx Museum of the Arts

In sociologia il termine ‘comunità’ è considerato vago e generico, ma è altrettanto vero che si tratta di un concetto comunemente utilizzato per definire gruppi auto-determinati composti da persone con un forte senso di appartenenza. Del resto tutti noi ne abbiamo esperienza; ciascuno appartiene a molte diverse comunità e la nostra appartenenza può cambiare con il tempo e le circostanze. 
Sebbene si tratti di realtà sfaccettate, mutevoli, dai confini vaghi e difficilmente delineabili, le comunità sono interlocutori fondamentali per i musei perché introducono quadri concettuali differenti da quelli abitualmente utilizzati dai professionisti museali, e perché (ri)portano all’attenzione istanze, bisogni e interessi precisi e concreti.

A ciascun museo le sue comunità.

Fugando i dubbi di una possibile minaccia, si tratta di un’occasione imperdibile di ridefinizione di un ruolo e di una responsabilità. Ogni museo deve tessere il proprio tessuto di relazioni per fare in modo che il luogo fisico e il patrimonio che esso custodisce diventino il fulcro attorno al quale temi come cittadinanza, diritti, giustizia sociale e democrazia trovano risposte.

> Come far convergere prospettive conflittuali?
> Chi decide quale versione e quale voce sarà inclusa e quale invece sarà esclusa?
> Quali criteri adottare per stabilire se il portavoce di un gruppo rappresenta la visione della maggioranza? 
> Come stabilire una relazione trasparente, inclusiva e imparziale con tutte le comunità?
> Come integrare queste riflessioni nella pratica espositiva ed educativa?

Molte domande, ma tutte nodali.
I musei sono inoltre chiamati a considerare nuovi approcci e ad aprirsi a nuove prospettive e collaborazioni. In altre parole, ad agire in modo creativo. Un compito non da poco che richiede tempo, volontà di uscire dalle mura museali, capacità di ascolto e di negoziazione, desiderio di condividere l’autorità curatoriale e una progettualità a lungo termine. Una sfida appassionante e dalle molteplici ricadute che vogliamo seguire da vicino.

BIBLIOGRAFIA


Viv Golding, Wayne Modest, Museums and Communities. Curators, Collections and Collaboration, Bloomsbury, 2013
Sheila Watson, Museums and their Community, Routledge, 2008

L’mmagine in evidenza raffigura un momento tratto del programma Talking Objects Collective del British Museum ed è tratta dal blog Teens in Museums di Mar Dixon.

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