INTERVISTE

English Breakfast | Intervista a Lee Marshall

ENGLISH BREAKFAST è una rubrica dedicata alla scena artistica contemporanea londinese che trova spazio in Juliet Art Magazine. Nata nel 2011, da ottobre 2013 si occupa di accessibilità all’arte, presentando una serie di interviste a responsabili di settore di vari musei/istituzioni culturali. Da novembre 2014 inizia una collaborazione con Musei senza Barriere, con cui condivide i contenuti on-line.

La rubrica è a cura di Matilde Martinetti.
English version at the bottom.

Come rispondono musei e istituzioni culturali al concetto di accessibilità? Un percorso in alcune realtà londinesi che offrono interessanti risposte in materia, alla scoperta di una cultura partecipata, inclusiva e condivisa, dove l’incontro tra museo e società diventa ancora più incisivo. 

ENGLISH BREAKFAST
Intervista a Lee Marshall, interprete di canzoni in British Sign Language (Lingua dei Segni Inglese)

Cominciamo dall’inizio: udente o non-udente?
Sono udente, nato in una famiglia di udenti. Ho imparato British Sign Language all’Università di Bristol, grazie al mio percorso di studi sulla sordità, e uso il linguaggio dei segni da circa 6 anni.
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Qual è la tua formazione e come sei diventato un interprete di canzoni nella lingua dei segni?
Mi sono imbattuto in canzoni tradotte nel linguaggio dei segni mentre stavo guardando The Hits, un canale di musica, dove ho visto diversi interpreti “in-vision”* tradurre nel linguaggio dei segni i video musicali delle canzoni. Ne sono stato letteralmente catturato – le traduzioni erano sbalorditive, il modo in cui gli interpreti riuscivano a seguire il ritmo, dando realmente la possibilità di comprenderle anche alle persone non udenti: fantastico! Ho cercato di impararne velocemente il più possibile. Nel 2009 mi sono detto “Posso farcela”, e ho iniziato a riprendermi mentre interpretavo alcune canzoni nel linguaggio dei segni, di cui ho caricato i filmati su YouTube. La risposta della rete è stata decisamente positiva. Ora, dopo vari mesi di silenzio, sono tornato con il mio sito web leesbslsongs.london.

Piani futuri/ambizioni?
Voglio estendere questo progetto ai racconti e alla poesia e ad altre risorse della lingua dei segni, magari un glossario di segni rurali (un’altra mia grande passione!). Amo vedere spettacoli rappresentati in British Sign Language, le loro traduzioni hanno cuore e anima. È incredibile vederlo E farlo tu stesso! Consiglio a tutti di guardare performance artistiche nella lingua dei segni.

Qualche consiglio per una persona non udente che vuole intraprendere una carriera artistica?
Chiunque può interpretare una canzone nel linguaggio dei segni, udente o non udente. Certo, potrebbe esserci qualche perplessità, del tipo: “Per quale motivo una persona udente interpreta delle canzoni nel linguaggio dei segni?”, o anche: “Perché persone non udenti lo fanno, tanto non possono sentire”. Eppure è qualcosa che tutti sono in grado di fare, persino le persone udenti che non sanno parlare nella lingua dei segni possono imparare una canzone nel giro di un’ora. Bisogna essere motivati e mettere veramente tutto il proprio impegno nella canzone, ma soprattutto non vergognarsi! 

* In-Vision è il processo di aggiunta di un interprete BSL nell’angolo in basso a destra dello schermo.
Matilde Martinetti, Londra, gennaio 2015
Traduzione Anna Melissa Cagiotti

Pubblicato per la prima volta in Juliet Art Magazine, Trieste, Juliet Edizioni, anno XXXV, n. 173, Giugno 2015, ISBN 9779771122051

Londra, gennaio 2015
http://www.leesbslsongs.london
Check the article on-line: http://deafunity.org/article-interview/lee-marshall-interview

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ENGLISH BREAKFAST, housed in the Juliet Art Magazine, is a periodical page dedicated to the contemporary art scene in London. Born in 2011, since October 2013 it has focused on the topic of access to art, featuring a series of interviews with Museum personnel who are running accessible programmes. Since November 2014 it has started a collaboration with Musei senza Barriere (Museums without Barriers), sharing its contents online. 

Periodical page curated by Matilde Martinetti.

How do museums and cultural institutions meet the concept of accessibility? By journeying through some of London’s institutions ENGLISH BREAKFAST aims to discover a shared, committed and inclusive culture, where the meeting between museums and society become still more incisive.

ENGLISH BREAKFAST
Interview with Lee Marshall, BSL song-signer

Let’s start from the beginning: are you deaf or hearing?
I’m hearing, born into a hearing family. I learnt BSL at the University of Bristol in my Deaf Studies degree and have been signing for almost 6 years. 

Which is your background and how did you get to become a song-signer?
I first came across signed songs when I was watching the music channel, The Hits, and saw several in-vision interpreters signing the music videos of songs. I got hooked and thought it was amazing – the translations, the way they grooved to the beat, the fact it was giving access to deaf people; I thought it was fantastic! I quickly learnt as many as I could. In 2009, I thought to myself “I could do that” and started to film myself sign songs and post them on YouTube. It got a great response. Now, after many months of silence, I’m back again with my website leesbslsongs.london.

Which challenges did you face in developing your project and how did you overcome them?
The main challenges were: making sure my translation of the song was right (it takes a while for me to be comfortable with a translation), and also picking the right songs. All my songs have a positive message about being the best you can be and I want to pass that message onto young people. I had to screen them first if that they don’t have swear words or anything sexual in nature.

Future plans/ambitions?
I want to expand this to stories and poetry and other BSL resources, perhaps a country signs glossary (that’s another passion of mine!) I love seeing signed performances and their translations have their heart and souls put into them. It’s fantastic to watch AND do yourself! I recommend that everyone watched sign language arts.
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Any suggestion for a deaf person who wants to take up a career in the art?
Anyone can sign a song, deaf and hearing. There can be conflict, such as “Why is a hearing person signing songs”,’or even “Why do deaf people do it, they can’t hear”. But it’s something that everyone can do, even hearing people who can’t sign can learn a song within an hour. They have to be dedicated and give their all in the song, and don’t be embarrassed! 

* In-Vision (known as ‘signing’ to the broadcast industry) is the process of adding a BSL signer in the bottom right hand corner of a screen.
Matilde Martinetti, London, January 2015

First published in Juliet Art Magazine, Trieste, Juliet Edizioni, anno XXXV, n. 173, June 2015, ISBN 9779771122051

http://www.leesbslsongs.london
Check the article on-line: http://deafunity.org/article-interview/lee-marshall-interview

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