INTERVISTE

English Breakfast | Deaf Vision

ENGLISH BREAKFAST è una rubrica dedicata alla scena artistica contemporanea londinese che trova spazio in Juliet Art Magazine. Nata nel 2011, da ottobre 2013 si occupa di accessibilità all’arte, presentando una serie di interviste a responsabili di settore di vari musei/istituzioni culturali. Da novembre 2014 inizia una collaborazione con Musei senza Barriere, con cui condivide i contenuti on-line.

La rubrica è a cura di Matilde Martinetti.

English version at the bottom.

Come rispondono musei e istituzioni culturali al concetto di accessibilità? Un percorso in alcune realtà londinesi che offrono interessanti risposte in materia, alla scoperta di una cultura partecipata, inclusiva e  condivisa, dove l’incontro tra museo e società diventa ancora più incisivo.  

ENGLISH BREAKFAST

Intervista a Nathalie Fonnesu, Deaf Vision

Un’introduzione generale al Festival: cos’è Deaf Visions, da dove nasce l’idea e come mai si svolge nell’ambito dello Shuffle Festival?

Deaf Visions nasce dal desiderio di portare attività per non udenti allo Shuffle Festival, costruendo così un ponte accessibile ad un pubblico di non udenti o parzialmente udenti, per alcuni dei suoi principali programmi. Lo Shuffle Festival è una combinazione di film, arte e scienza, che offre alla comunità locale l’opportunità di riunirsi e costruire un senso di appartenenza, influenzando il ritmo incalzante dei cambiamenti di una vita cittadina in continua evoluzione. La prima edizione dello Shuffle ebbe luogo nel 2013, negli spazi del dismesso centro di salute mentale St. Clements Hospital, a Mile End, East London, che chiuse le porte nel 2006. F.E.E.L. (Friends of East End Loonies)*, un gruppo progressista nel campo della salute mentale di cui sono membro, ha preso parte alla scorsa edizione del festival con una esibizione di “Ousiders Poetry”, portando la poesia dei Survivors, e musica e performances all’evento. Grazie al successo riscosso, siamo stati invitati a partecipare nuovamente all’edizione del festival di quest’anno. F.E.E.L. rimane ad ogni modo un gruppo di udenti: molti membri soffrono di un qualche grado di perdita dell’udito, per lo più correlato all’età. Lo scorso maggio ho chiesto a Kate MacTiernan, direttrice dello Shuffle, il permesso di proiettare il film muto “The End” al festival. In risposta mi è stato suggerito d’includere anche una sessione di domande/risposte con il regista Ted Evans. Da lì la mia proposta si è gradualmente allargata, e mi è stata data carta bianca nella creazione di un programma di un’intera giornata, comprensivo di varie proiezioni di film muti, una performance live di Sign Diva Caroline Parker e, su consiglio di Ted, la proiezione di “Together”, un film in bianco e nero del 1956 che racconta la storia di due adulti non udenti che subiscono atti di bullismo da parte dei bambini del vicinato. Avendo una formazione in terapie complementari, era mio desiderio includere anche qualcosa di speciale, da qui l’idea d’introdurre l’Healing Zone. Dei terapisti professionisti hanno offerto sessioni prova gratuite di massaggio indiano alla testa (inclusa Claire Hancock, un’eccellente terapista sordomuta) e un bagno Gong – un’esperienza rigenerante ed energizzante per tutti, la mia parte preferita. 

Chi c’è dietro Deaf Visions?

Io, me stessa e me medesima…! Scherzi a parte, non riesco a smettere di ringraziare tutte le persone che hanno contribuito al successo di quella giornata. Sono stata fortunata nella scelta della squadra di volontari stacanovisti e mai avvezzi alle lamentele: Neil, Claudio, Joe e Stefano mi hanno aiutato con i preparativi della giornata prima dell’evento. Anche due miei fantastici amici, PJ e Audrey, sono venuti da Birmingham per aiutare. Il giorno dell’evento abbiamo avuto un aiuto extra da Myra e Nick (membri del F.E.E.L.), Andrew, Paul e Victoria. I volontari hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro capacità: dal servire il rinfresco fino ad occuparsi dell’audio e degli aspetti visivi dell’evento; davano indicazioni ai visitatori e tenevano d’occhio la sicurezza. Sempre più gente chiedeva di poter dare una mano, ma l’unica cosa rimasta da fare era approfittare della giornata. È stata un’esperienza fantastica e sono stata davvero felice di come tutto sia filato liscio. Ted Evans ha avuto un ruolo inestimabile, incoraggiandomi e consigliandomi sui film. Inaspettatamente elevata è stata l’affluenza al dibattito aperto dopo la proiezione di “Together”, gestita magistralmente da Ted. Non udenti e persone con deficit auditivo hanno contribuito con domande e condividendo le loro opinioni. È stato un momento molto intenso. Per ultimo, ma non meno importante, devo ringraziare il team dello Shuffle per avermi dato la possibilità di realizzare Deaf Visions. Vorrei ringraziare anche tutti gli artisti che si sono esibiti, e il pubblico che ha contribuito alla giornata, oltre all’East End Homes per averci lasciato usare il loro Centro.

Quali sono le sfide che hai affrontato?

Organizzare Deaf Visions mi ha portato ben oltre la mia zona di tranquillità; non è stato facile, ma il risultato è stato una giornata splendida. Finora sono stata coinvolta solo marginalmente nella comunità non udente, dentro e fuori per quasi dieci anni, e da questo ne deriva il mio sentirmi ancora una bambina che cerca di capire questo mondo, riconoscendo e nutrendo la mia e le altrui identità non udenti. Nel pianificare l’evento sono venuta in contatto con un numero enorme di persone stupende che non conoscevo, ho scoperto alcune fantastiche compagnie che ignoravo, ho preso degli interpreti BSL e Speech-To-Text per la prima volta in vita mia, e ho imparato qualcosa sull’industria dei film muti. È stata una vera occasione di crescita personale. In ogni modo la sfida più grande che ho affrontato è stata quella della pressione causata dal tempo ristretto per la mia organizzazione. Questa è stata la prima volta in cui ho fatto richiesta per una sovvenzione e ho dovuto lavorarci sodo. La risposta positiva dell’Arts Council England è arrivata solo un paio di settimane prima della data stessa dell’evento. Fino a quel momento ero in uno stato discretamente ansioso, e mi chiedevo cosa sarebbe potuto venire fuori senza fondi. Questo significava anche che molte persone avevano già prenotato le loro vacanze e io dovevo escogitare qualche piano alternativo. La comunicazione e la pubblicità erano in ritardo e frammentate, a causa del ritardo della mia domanda. È stato un grande sollievo quando, alla fine, ho potuto fare delle prenotazioni con sicurezza. Richiedere degli interpreti BSL è stato molto arduo perché, facendo io soprattutto uso di comunicazione orale, non mi appoggio su di loro. Non avevo idea delle tariffe, delle condizioni o delle agenzie qui intorno. Devo ammettere che mi sono sentita travolta all’ultimo momento. Felicissima per il colpo di fortuna quando alla fine ho incontrato Gary!

Piani futuri?

Ci sono stati molti interessamenti e risposte positive da parte del pubblico, quindi pensiamo di ripetere l’evento l’anno prossimo. La direttrice artistica dello Shuffle, Kate MacTiernan è stata molto felice dei risultati e ha preso in considerazione l’idea di espandere Deaf Vision, tenendolo strettamente integrato al programma dello Shuffle del prossimo anno. Di sicuro non vedo l’ora di includere anche alcuni artisti non udenti nell’Outsiders Poetry.

* F.E.E.L. – Friends of East End Loonies è un gruppo anarchico democratico che dal 2007 si batte per  trattamenti e cure attente e su misura per i pazienti con disturbi mentali. Ogni terzo lunedì del mese s’incontrano a Whitechapel.

https://www.facebook.com/feel.campaign
http://friends-of-east-end-loonies.blogspot.co.uk/
http://www.shufflefestival.com/

Matilde Martinetti, Londra, Settembre 2014

Traduzione Anna Melissa Cagiotti

Pubblicato in Juliet Art Magazine, Trieste, Juliet Edizioni, anno XXXIV, n. 172, Aprile/Maggio 2015, ISBN 9779771122051, e on-line in Deaf Unity: http://deafunity.org/article-interview/an-interview-with-nathalie-fonnesu-deaf-visions/

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ENGLISH BREAKFAST, housed in the Juliet Art Magazine, is a periodical page dedicated to the contemporary art scene in London. Born in 2011, since October 2013 it has focused on the topic of access to art, featuring a series of interviews with Museum personnel who are running accessible programmes. Since November 2014 it has started a collaboration with Musei senza Barriere (Museums without Barriers), sharing its contents online. 

Periodical page curated by Matilde Martinetti.

How do museums and cultural institutions meet the concept of accessibility? By journeying through some of London’s institutions ENGLISH BREAKFAST aims to discover a shared, committed and inclusive culture, where the meeting between museums and society become still more incisive.

ENGLISH BREAKFAST

Interview with Nathalie Fonnesu, Deaf Vision

A general introduction to the Festival: what is Deaf Visions, where did the idea come from and why did it take place in the framework of Shuffle Festival?

Deaf Visions was developed from the desire to bring deaf acts and activities to the Shuffle Festival, building an accessible bridge for the deaf/HOH/deafened audiences to some of its mainstream programmes. The Shuffle Festival is a combination of Films, Arts and Science that offers the opportunity to the local community to come together and build a sense of belonging, influencing the fast paced changes of evolving city life. The first edition of the Shuffle took place in 2013, on the grounds of a disused mental health asylum, St Clements Hospital in Mile End, East London, which closed down in 2006. F.E.E.L. (Friends of East End Loonies)*, a progressive mental health group I am a member of, participated in last year’s festival with the “Outsiders Poetry” gigs, bringing Survivors poetry, music and dance performances to the event. These proved to be very popular and we were invited back to contribute again to the festival this year. Nevertheless F.E.E.L. is a hearing group: many members suffer from some degree of hearing loss, mostly age related. Last May I asked Shuffle Director Kate MacTiernan permission to show the deaf film “The End” at the Shuffle. In response it was suggested that we have a Q&A with the film director Ted Evans as well. From there my proposal gradually stretched and I was given total freedom in creating a full-day programme inclusive of several deaf films projections, a live performance by Sign Diva Caroline Parker and, under Ted’s suggestion, the screening of “Together”, a 1956 B&W film that narrates the story of two deaf adults being bullied by children in their neighbourhood. Having a background in complementary therapies, it was also my wish to include something extra special, hence the Healing Zone was added to the programme. Professional therapists offered free taster sessions of Indian head massage (including Claire Hancock, an excellent deafblind therapist); we also had a Gong bath – a healing and pampering experience for all, my favourite part.

Who is behind Deaf Visions?

Me, myself and I…! Seriously, I can’t stop thanking the large number of people that got involved in making the day unfold so successfully. I was very lucky in recruiting a team of never-tiring-nor-complaining volunteers: Neil, Claudio, Joe and Stefano helped with the prep for the day prior to the event. Also had two fantastic friends of mine, PJ and Audrey, who came all the way from Birmingham. On the event day we got some extra help from Myra and Nick (F.E.E.L. members), Andrew, Paul and Victoria. The team offered their time and skills: from serving refreshments to looking after the audio and visual aspects of the event; they offered directions to visitors and kept an eye on safety. More people expressed willingness to help, but all there was left to do was to enjoy the day. We had a great time and I am very pleased at how smoothly things ran. Ted Evans played also an invaluable role, supporting me and offering advice regarding the films. We had an incredibly well attended open discussion after the screening of “Together”, which Ted led in dynamic fashion. Deaf and hearing alike contributed with questions and sharing opinions. It was a very powerful part of the day. Last, but not least, I must thank the Shuffle team for offering me the chance to make Deaf Visions happen. I must thank all the artists, performers and the audience that contributed to the day and EastEnd Homes for offering us the use of their Centre.

What challenges did you face?

Organising Deaf Visions drove me far beyond my comfort zone; it wasn’t easy, but certainly resulted in an awesome journey. Up to now I have only been marginally involved with the deaf community, on and off for nearly a decade, hence I still feel like a little baby understanding the deaf world and acknowledging and nurturing my and others’ deaf identities. While planning the event I approached a huge amount of amazing people I did not know, I have found out about brilliant companies I was not aware of, booked BSL interpreters and Speech-to-Text for the very first time and learned a bit about the deaf films industry. It has been an invaluable learning experience. The main challenge I faced however was the pressure caused by the limited time available for my planning. This was the very first time I applied for a grant and had to work hard on it. The successful reply from Arts Council England arrived only a couple of weeks before the event date itself. Up to then I was in a quite anxious state and in doubt of what could actually be delivered without funds. It also meant that many people had their holidays already booked and I had to work out a few alternative plans. Advertising and publicity were delayed and fragmented due to the lateness of my application. It was a great relief when finally acts could be booked securely. Booking BSL interpreters was also very challenging since being more oral I don’t rely on them myself. I wasn’t aware of rates, terms or all the agencies out there. I must admit that felt overwhelming at the last minute. Very thankful for the bolt of luck when eventually I met Gary!

Future plans?

There has been lots of interest and positive responses from the audience, so we are possibly going to repeat the event next year. Shuffle Artistic Director Kate MacTiernan was also very pleased with the results and it has been taken in consideration to expand Deaf Visions, keeping it closely integrated into the Shuffle programme next year. Certainly I look forward to the integration of some deaf artists in the “Outsiders Poetry” as well.

* F.E.E.L. – Friends of East End Loonies is a democratic anarchic group that campaigns for safer services and less medications for mental health patients, since 2007. Monthly meetings are held on the 3rd Monday of each month in Whitechapel.

https://www.facebook.com/feel.campaign

http://friends-of-east-end-loonies.blogspot.co.uk/

http://www.shufflefestival.com/

Matilde Martinetti, London, September 2014

Published in Juliet Art Magazine, Trieste, Juliet Edizioni, anno XXXIV, n. 172, April/May 2015, ISBN 9779771122051, and on-line in Deaf Unity: http://deafunity.org/article-interview/an-interview-with-nathalie-fonnesu-deaf-visions

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