ESPERIENZE

Milano: prospettive accessibili e buone prassi

E’ passato quasi un mese dalla conclusione di Per un Expo 2015 aperta, inclusiva e accessibile, durante il quale abbiamo ripensato spesso all’importante passo segnato da questo evento organizzato da Consorzio Sociale Light e Fondazione Triulza, in collaborazione con Provincia di Milano, Comune di Milano e diverse associazioni che si occupano del tema dell’accessibilità e delle disabilità.
Tre giornate alla Fabbrica del Vapore per confrontarsi sull’accessibilità e rilanciare la sfida di rendere Milano, in vista di Expo 2015, una città inclusiva per tutti, fornendo strumenti metodologici e indicazioni sulle buone prassi. Tra gli altri, un decalogo per l’accessibilità (consultabile qui), soluzioni per potersi muovere autonomamente (è stato inaugurato uno dei venti taxi accessibili che entreranno presto in servizio) e proposte laboratoriali per permettere alle persone con disabilità sensoriale di partecipare agli eventi Expo.

Per tre giorni abbiamo immaginato la città che vorremmo: a partire dal coinvolgimento di associazioni, gruppi, imprese e singole persone, il percorso esperienziale “Si prega di toccare” e il convegno “Milano si apre”.
Per un Expo 2015 aperta, inclusiva e accessibile si è rivelata così anche un’opportunità per rincontrare persone e realtà che stimiamo e, al contempo, conoscerne di nuove, tutte impegnate sul fronte dell’accessibilità museale e culturale.
Fra le altre, Gradara Innova, la società che da anni si impegna nella promozione dell’accessibilità dell’omonimo borgo marchigiano, con dedizione artigiana e grande passione (vedi il post Viaggio a Gradara); il Museo Tattile Omero di Ancona, modello d’eccellenza internazionale per quel che riguarda l’accessibilità dei non vedenti, con Annalisa Trasatti e il prof. Aldo Grassini, generosi nel condividere con noi esperienze ed informazioni; Carlo Di Biase per il Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo, esperto in didattica e lingua LIS che ci ha raccontato il suo punto di vista affinché un museo sia davvero accogliente nei confronti dei non udenti; Dino Angelaccio che, insieme a Officina Rambaldi, ha presentato “Una pinacoteca impossibile dove l’accessibilità è possibile!”, oltre a renderci partecipi del suo decennale lavoro sul campo (anche all’interno del Laboratorio Accessibilità Universale dell’Università degli Studi di Siena).

Anche noi, come Musei senza Barriere abbiamo offerto il nostro contributo, raccontando il museo quale luogo capace di facilitare il dialogo tra gli oggetti e i visitatori, il vissuto personale e la memoria.
Nel spazio confinato di un tavolo abbiamo creato il nostro allestimento. Oggetti, dipinti e didascalie, associate a sollecitazioni sensoriali, hanno dimostrato che il coinvolgimento di più sensi non solo rappresenta una strategia per accessibilità, ma facilita al contempo un maggiore coinvolgimento da parte di tutti: Alice (4 anni) ascoltando in cuffia i suoni e gli odori associati ad un dipinto della campagna inglese, ha proposto alla mamma di proseguire la passeggiata insieme fuori dagli spazi della Fabbrica, come se intorno non fosse città.
Abbiamo voluto riflettere sulle differenze, in un gioco di confronti: oggetti dentro e fuori le vetrine, didascalie con domande, narrazioni, immagini, caratteri leggibili accanto a proposte più consolidate. Libri, suggestioni, sorprese, una proposta bibliografica: il museo quale spazio dello stupore, dello scambio dei saperi e delle competenze.
Inventarsi un museo ideale è stato il nostro spazio di sperimentazione, quale pratica essa stessa necessaria per andare incontro alle esigenze di tutti quelli che (doverosamente al plurale) chiamiamo “i pubblici”.

Visitatori, cittadini, persone con bisogni diversi. Se l’Expo 2015 consentirà a Milano di diventare una città contemporanea e maggiormente a misura d’uomo (non perfetta ma sicuramente più accessibile nelle sue strade, percorsi, negozi, musei); se permetterà a molti di ampliare lo sguardo sulle esigenze di una comunità allargata; se diventerà quindi più accogliente, migliore, spazio di attenzione reciproca per tutti, sarà già un importante traguardo.

2 thoughts on “Milano: prospettive accessibili e buone prassi”

  1. Bocciato l’emendamento Gray purtroppo, niente fondi per l’abbattimento barriere architettoniche nei luoghi della cultura, noi disabili restiamo fuori, ovvio.

  2. Cara Lorella, condividiamo pienamente la tua amarezza. L’emendamento proposto da Massimo Bray, ex Ministro della Cultura, avrebbe sicuramente rappresentato un’occasione di svolta importante e doverosa. L’impegno a rimuovere le barriere architettoniche dei luoghi della cultura, del resto, avrebbe anche restituito centralità al nostro patrimonio, bene comune e di valore sociale, rendendoci co-responsabili di un’attenzione nuova. Stupisce e dispiace la mancanza di prospettiva della nostra politica.
    Ma non demordiamo e continuiamo a procedere: a piccoli passi qualcosa sta certamente cambiando.

    (Per chi volesse approfondire, segnaliamo il tuo articolo: http://lorellaronconi.wordpress.com/2014/07/16/cultura-negata-abbattimento-barriere-architettoniche-e-accessibilita-nei-beni-culturali-bocciato-emendamento-dalla-camera/)

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