INTERVISTE

Il racconto di due educatori professionali

Inauguriamo con questa intervista uno spazio dedicato al confronto, con l’intento di coinvolgere educatori, professionisti museali, persone con disabilità, famiglie e tutti coloro che lo vorranno sui temi dell’accessibilità, della differenza e dell’inclusione.

Di che cosa vi occupate e con chi lavorate?

Lavoriamo da molti anni come educatori professionali per la cooperativa Duepuntiacapo Cooperativa Sociale Onlus. Come Cooperativa siamo specializzati nel progettare, organizzare e gestire servizi rivolti a persone, gruppi e famiglie in situazione di disagio, con interventi che hanno finalità educativa, animativa, psicologica, riabilitativa, socio-assistenziale, socio-sanitaria e socio-culturale. In particolare, operiamo nelle aree Disabilità, Minori, Salute mentale e Dipendenze, con interventi in ambito territoriale, domiciliare, scolastico, in centri diurni e in strutture sanitarie. In particolare, io e Viviana lavoriamo nel centro diurno che è suddiviso in due “sottocentri”: TAMAN e ARIELE:
TAMAN accoglie ragazzi con disabilità media. Il Servizio propone un contesto operativo aperto, per recuperare quello spazio personale di libertà e di autorità sulla propria vita che è al contempo fondamento di ogni scelta autonoma. La finalità, quindi, va ben oltre il bisogno di assistenza e, per questo motivo, l’intento non è solo il raggiungimento di obiettivi educativi o di particolari apprendimenti, ma è l’utilizzo di ogni materialità pedagogica in vista di una ricollocazione dinamica della persona all’interno della rete relazionale e sociale per una migliore integrazione.
ARIELE, invece, ha origine dalla riflessione portata da persone con disabilità che, per vari motivi, non riuscivano ad avere risposta dai servizi già presenti sul territorio. Si è quindi deciso di organizzare un servizio in grado di colmare, seppure temporaneamente, alcuni limiti presenti in ambito territoriale e di porsi come struttura educativa intermedia che, in tempi sufficientemente brevi, potesse fornire agli utenti gli strumenti necessari per trovare una collocazione in contesti, tra quelli proposti dal territorio, ritenuti maggiormente idonei.
Questo tipo di disponibilità e di progettualità ci ha portato a confrontarci con situazioni molto diverse tra di loro: persone con disabilità grave collegata ad una complessità comportamentale che ha portato, in alcuni casi, all’ingestibilità dell’utente ed alla sua conseguente espulsione dal servizio; persone per le quali non si riteneva adeguato né l’inserimento in un C.S.E. (n.d.r. Centro Socio Educativo), né l’inserimento lavorativo; persone giovani per le quali non era possibile capire con chiarezza la direzione da prendere nella scelta del loro percorso educativo e di crescita; persone per le quali era già stato individuato il servizio in grado di rispondere alle loro esigenze, che non risultava però, in quel preciso momento storico, disponibile ad accoglierle.
Il “Progetto Ariele” ha quindi come obiettivo generale quello di accrescere il livello di benessere delle persone che lo frequentano attraverso un intervento educativo che miri ad aumentare le capacità comunicative, di espressione ed il livello di autonomia.

Avete avuto modo di visitare dei musei con il vostro gruppo? Perchè la visita ad un museo è importante anche per un gruppo di persone con disabilità grave?

In questi ultimi anni l’idea di fondo è sempre stata quella di un’apertura verso l’esterno come dimostrano attività quali:
– l’ippoterapia al carcere di Bollate;
– la frequentazione dell’asilo nido (convincere le mamme dei bambini che i loro figli di 3 anni sarebbero stati a contatto con disabili adulti non è stato semplice ma alla fine del percorso, lacrime di gioia in quantità per tutti!);
– pranzare in ristoranti e non al centro;
– visite ai musei.
Tutti questi sono esempi che mostrano la volontà di apertura al territorio oltretutto spesso più come risorsa che come peso della società. Detto questo, fondamentali sono tutte quelle attività che aumentano il livello esperienziale e culturale dei ragazzi.
In questo senso, le visite a musei, alle mostre, fanno parte da sempre della nostra programmazione settimanale. Quello che cerchiamo di fare è personalizzare l’esperienza a seconda dell’utente.
Ci siamo trovati sia a seguire un percorso predefinito con quadri appesi alle pareti o addirittura a spaccare statue di gesso (era consentito!) in esposizioni temporanee di arte contemporanea. Abbiamo provato diverse tipologie di visita e, secondo noi, è fondamentale continuare a proporre queste esperienze che arrivano ai ragazzi in modo differente (del resto, non è così’ anche per i normodotati?).

Quali sono state le principali difficoltà?

Quello che più limita la quantità di esperienza sono sicuramente i prezzi! Spesso ci siamo trovati a pagare cifre considerevoli per mostre che prima erano gratuite e poi non più.
Di solito tendiamo a prediligere mostre in cui c’è possibilità d’ interagire con gli oggetti esposti perché è comunque piuttosto complicato portare disabili gravi alle mostre classiche.
Bisogna alzare i rapporti educativi arrivando all’1 a 1 per seguire passo passo l’utente ma non sempre si hanno risorse.

Quali potrebbero essere delle indicazioni utili per favorire l’accesso in questo senso (possibilità di interazione, sicurezza degli spazi, attenzione del personale, etc.)?

Sarebbe bello che ogni mostra avesse la possibilità di percorsi alternativi, ridotti, capaci di raccontare se stessa su diversi livelli, un “setting” pedagogico particolarmente predisposto a fare agire e reagire i molteplici fattori che compongono l’esperienza del disabile, secondo percorsi esplorativi innovativi.

Pierluigi Savino e Viviana Signorato lavorano da diversi anni come educatori per la cooperativa Duepuntiacapo Cooperativa Sociale Onlus, costituita nel 1988. La Cooperativa collabora da oltre 20 anni e con continuità con Enti Locali, Aziende sanitarie e Ospedaliere, Aziende speciali del territorio della Regione Lombardia, in particolare nella Provincia di Milano, Monza e Brianza, Varese.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...